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Sistema Sanitario Nazionale: l’Ania fa riflettere sulla sua sostenibilità futura

Soluzioni a tutela della salute - PramericaDario Focarelli, Direttore Generale dell’Ania, ha affermato – durante un’audizione davanti alle commissioni Bilancio e Affari sociali della Camera – che per garantire l’equità e l’universalità dell’accesso alla sanità pubblica in futuro, vi sarà bisogno di un sistema integrativo. Infatti, nonostante i costi italiani siano in linea con la media dei Paesi del Ocse e la qualità offerta ai pazienti sia superiore alla media, si intravede per il futuro un grave problema di sostenibilità finanziaria e accesso alle prestazioni.

Se da un lato, come ha ricordato il Dg dell’Ania, secondo i dati Ocse, nel 2010 ben il 10 -12% delle persone a più basso reddito ha denunciato un mancato accesso ai servizi sanitari pubblici, a decorrere dal 1° gennaio 2014 è prevista l’introduzione di ulteriori misure di compartecipazione alla spesa sanitaria da parte dei cittadini. In sostanza, vi sarà un ulteriore aggravio di circa 2 miliardi di euro a carico degli italiani ed in particolare, di coloro che avranno bisogno di accedere al servizio sanitario perché afflitti da problemi di salute.

Salvaguardare l’universalità e la solidarietà che caratterizzano il sistema sanitario nazionale è un obiettivo che, secondo l’ANIA, è importante preservare. Per far questo, bisogna favorire la collaborazione e il confronto dei vari settori della società coinvolti sul tema, al fine di attivare un percorso di riforma del sistema stesso che lo conduca verso uno sviluppo sostenibile nel futuro.

Sempre secondo l’Ania bisogna sviluppare un “sistema di sanità integrativa” che permetta il mantenimento della copertura universale del sistema sanitario, la tutela delle fasce deboli della popolazione e, quindi, la progressività del costo per la sanità e la protezione dei malati cronici. Per poter raggiungere questo difficile traguardo è necessario che il processo di riforma si orienti verso due fronti:

1. la promozione di un ampio pilastro privato di previdenza sanitaria integrativa;

2. la creazione di condizioni che consentano di limitare il fenomeno della cosiddetta malasanità, permettendo un funzionamento finanziariamente sostenibile.

Per quanto concerne il primo obiettivo, il settore assicurativo può agevolare il cittadino consentendogli di far fronte ai propri bisogni di servizi sanitari, trasferendo la loro componente di rischio su un soggetto terzo: l’impresa di assicurazione. La copertura offerta infatti, protegge da eventi potenzialmente catastrofici dal punto di vista finanziario che andrebbero a sommarsi a quelli legati al peggioramento dello stato di salute. Soluzioni assicurative come Pramerica Long Term Care e Pramerica Critical Illness Plus sono esempi di come il comparto assicurativo può agevolare le persone non autosufficienti e colpite da “malattie gravi”.

Ad oggi, le Compagnia assicurative coprono direttamente circa 1,5 milioni di persone grazie a polizze individuali e, indirettamente, buona parte degli aderenti ai fondi sanitari integrativi attraverso polizze collettive e gestendo annualmente milioni di richieste di risarcimento. Un aspetto positivo è che siglando convenzioni con centinaia di provider di servizi sanitari si riesce a favorire una diminuzione dei costi complessivi e il miglioramento della qualità dei servizi.

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