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Longevità… chi pagherà i costi per l’assistenza?

Secondo il Ministero della Salute attualmente sono stati allocati 20 miliardi di euro per affrontare il problema dell’assistenza a chi non è più autosufficiente. Cifra che si ritiene non adeguata per affrontare i bisogni di una popolazione che progressivamente sta invecchiando, con una forte componente di persone che potenzialmente avrebbe bisogno di usufruire di servizi d’assistenza in virtù di una condizione di non autosufficienza. In particolare, secondo una recente fotografia prodotta da Coldiretti, sulla base di dati Istat, nel 2013 gli italiani over 80 erano più di 3 milioni e mezzo, dei quali, più di 16 mila i centenari e gli ultracentenari.

Come potrà il sistema sanitario italiano affrontare le conseguenze legate all’aumento della longevità della popolazione? Soprattutto se si considera che, da un lato, è oramai tristemente noto che lo Stato potrà allocare sempre meno risorse utili alla soddisfazione di tutte quelle esigenze legate all’allungamento della vita e al sopraggiungere dello status di non autosufficienza e che, dall’altro, si è di fronte ad una domanda in costante crescita.

Per tanto, oggi, diventa una necessità iniziare a costruire, indipendentemente da come evolverà il welfare pubblico, le basi di un futuro più sicuro per noi e per i nostri cari che ci protegga dall’impossibilità di usufruire dei servizi di assistenza e supporto dei quali probabilmente potremmo avere bisogno in futuro.

Garantirsi autonomia e indipendenza economica per evitare di dover gravare suoi propri familiari e per essere sicuri di poter accedere a ciò di cui si avrà bisogno per condurre una vita serena è possibile, ad esempio, grazie a polizze vita pensate ad hoc e alla consulenza di professionisti preparati e qualificati.

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Fonte: www.assinews.it – 17 Ottobre 2014