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Infortuni: a lavoro come a casa l’importante è tutelarsi

shutterstock_118955863Fanno riflettere sul tema della prevenzione e della tutela assicurativa i risultati pubblicati dall’ISTAT, l’Istituto nazionale di Statistica, a seguito dell’approfondimento tematico “Salute e sicurezza sul lavoro”, realizzato sulla base dei dati ufficiali collezionati nel 2013 in relazione agli infortuni e alle malattie legate al lavoro.

Dall’indagine risultano 714.000 le persone che hanno denunciato un infortunio avvenuto sul lavoro o durante il tragitto casa-lavoro ossia, il 2,9% degli occupati durante il periodo di osservazione, e di queste 53.000 hanno affermato di averne subito più di uno. Degli infortuni dichiarati, 531.000 sono quelli avvenuti fisicamente sul luogo di lavoro mentre 193.000 risultano essere i così detti infortuni in itinere, ossia quelli avvenuti durante il consueto percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione al posto di lavoro.

Secondo i dati emersi, sono i lavoratori stranieri, in proporzione, più soggetti ad infortuni rispetto ai lavoratori italiani, risulta infatti pari a 12,7 la percentuale di stranieri che ha dichiarato di aver subito almeno un infortunio.

Per quanto concerne invece l’età, la fascia 55-64 è quella percentualmente più soggetta a infortuni, pari al 3,3% degli occupati, mentre per quanto riguarda il genere, sono di più gli uomini che le donne, 3,3% contro il 2,2%.

I settori maggiormente esposti risultano essere in ordine l’agricoltura, l’edilizia, i trasporti, l’industria e la sanità.

Sono invece 2.282.000 le persone che hanno dichiarato di aver sofferto di malattie o problemi di salute ritenuti causati o aggravati dall’attività lavorativa. A soffrire di problemi di salute connessi con la propria attività lavorativa sono in misura maggiore gli uomini (5,7%) rispetto alle donne (5,1%) e i cittadini italiani (5,5%) rispetto agli stranieri (4,7%). La prevalenza delle malattie connesse con l’attività lavorativa aumenta al crescere dell’età, per entrambi i sessi.

Per quanto riguarda la percezione dei rischi sono 17 milioni ossia, il 76,6% del totale, gli occupati che nel 2013 hanno percepito almeno un fattore di rischio per la propria salute, (fisica o psicologica), sui luoghi di lavoro. Di questi, 16 milioni 784 mila (il 74,7%) avvertono la presenza di almeno un fattore di rischio fisico, mentre 6 milioni 55 mila lavoratori (27,0%) percepiscono almeno uno dei fattori di rischio psicologico. A essere esposti a fattori di rischio per la salute fisica sono soprattutto gli uomini (77,6% contro il 70,6% delle donne) in tutte le classi di età.

Insomma numeri che, anche se in calo rispetto al passato (nel 2012 erano 740 mila gli infortuni dichiarati), grazie ad una cultura sempre più attenta e volta alla prevenzione, devono far riflettere e scaturire l’esigenza di una più consapevole ed ampia tutela assicurativa che sia in grado di generare le risorse necessarie a garantire il consueto tenore di vita, sia all’assicurato che alla sua famiglia, in caso di inabilità temporanea, morte e invalidità permanete causata da infortunio e malattia.

Questo approccio alla tutela assicurativa, oltre che al mondo del lavoro, dovrebbe essere sviluppato e diffuso anche nei confronti dell’ambiente domestico dove, a dispetto della percezione di ognuno, risultano avvenire la maggior parte degli infortuni.

L’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro (Ispesl) ha pubblicato un interessante studio sulle dinamiche degli incidenti domestici che mette in luce i rischi e le modalità più frequenti di infortuni tra le mura di casa. Si tratta di una tipologia di infortuni troppo spesso trascurata o sottovalutata che invece merita attenzione. Dallo studio sono emersi dati statistici interessanti: per esempio che il 40% degli infortuni domestici avviene in cucina, che nel 54% dei casi sono dovuti a distrazione o disattenzione e nel 10% dei casi per malessere improvviso. Tra le tipologie di incidenti domestici la caduta è al primo posto (55%), seguita dal taglio (17%), dall’urto o schiacciamento (14%) e dall’ustione termica o chimica (7%).

Pensare di doversi tutelare dal rischio di infortuni domestici risulta ancora molto complicato perché spesso si è portati a pensare che non vi sia posto più sicuro della propria “casa dolce casa”, ma le recenti statistiche dicono il contrario. Per questo diventa fondamentale avvalersi di strumenti assicurativi che ci proteggano a 360° sia sul posto di lavoro che a casa.

Pramerica, grazie al lavoro dei suoi professionisti Life Planner e ai prodotti assicurativi di cui dispone risulta essere il partner ideale, capace di tutelare i propri clienti sia dentro che fuori le mura di casa.

 

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